Il rigurgito del merito. Storia di un supereroe aiutato a vincere

Che cosa accadrebbe se improvvisamente il merito uscisse dal ventre della terra, come uno di quei supereroi alla conquista del mondo, con quelle tute attillate, serio e fiero, con l’obiettivo di riportare l’equilibrio su un pianeta sottosopra? Che scena bellissima. Mi immagino il merito in mezzo a tanti piccoli esseri umani, stagliarsi imponente tra fuochi, fiamme e un caos quasi primordiale – che poi non mi sembra molto distante dalla realtà -, pronto a combattere per riportare il mondo nel modo in cui deve stare. Ma c’è un modo un cui ‘deve stare’ il mondo?

Non voglio entrare nella retorica del migliore dei mondi possibili, ma qualche domandina me la comincio a fare… Sì perché sono sempre stata convinta che quel famoso grillo parlante che, secondo la favola di Pinocchio, alberga in ognuno di noi, lo abbiamo imbavagliato a dovere, finendo per non dare più retta alla nostra coscienza, ma solo alla nostra convenienza. E il risultato è quello che abbiamo sotto ai nostri occhi.

Un mondo sottosopra, dalle piccole alle grandi cose, fatto di ingiustizie a cui ci arrendiamo e diritti spenti da burocrati e bugiardi, falsi miti che ci vengono raccontati come veri e ai quali dobbiamo credere per essere, finendo per portarci ad una triste deriva emotiva, personale e comunitaria. Che poi lo so, non ci piace, ma oh, d’altronde ormai è così. Banale fin qui? Sì ma a volte le cose ovvie sono quelle che vediamo meno. E infatti siamo maledettamente miopi.

Quindi penso che quella vocina piccina piccina che ci richiama a noi stessi, quel piccolo grillo parlante stordito e imbavagliato a dovere, al quale riconosco una tenacia formidabile, in qualche modo si sia ostinato a voler comunicare con noi. Lui che conosce la verità. E non è per dire. E come fa a parlarci? Con il pensiero. E che pensiero! Prima oggi, poi domani, sempre, costante, nel tempo e alla fine qualcosina arriva. Anche poco, non importa, perché è qualcosa. E poi che succede?

Che non possiamo più stare fermi, perché ciò che ci circonda non ci torna più. Dentro di noi sappiamo esattamente che cosa è giusto e che cosa è sbagliato, ognuno sceglie da che parte stare. Poiché stare dalla parte dello sbagliato è infinitamente più semplice e maledettamente più attraente, è ovvio che in massa siamo spinti ad andare là. Se poi siamo in tanti, allora è anche meglio perché, la responsabilità, non è più mia ma di tutti e, dividendola, la mia diminuisce! Il giusto invece è noioso, lento e soprattutto molto faticoso. E chi ce lo fa fare?

Fino ad ora questo sistema ha funzionato. Facendo star male i molti, e facendo credere ai pochi di stare bene, illudendoli. Ma in qualche modo ha funzionato. E ora che sta succedendo? Ve l’ho detto, sta arrivando il nostro supereroe, il merito! Quel piccolo grillo parlante un messaggio d’aiuto l’ha mandato alla fine della fiera e lui ha iniziato a rispondere! Ci ha messo parecchio, è vero, ma dai dai ce l’ha fatta! Le abitudini e i vecchi retaggi non si sconfiggono con uno schiocco di dita, ovvio. Ma da soli non bastano più.

Non ci sono più sufficienti, qualcosa si è rotto (spero per sempre) e allora ognuno di noi può iniziare a fare tesoro di quella flebile vocina che si trasforma pian pianino in una buona azione, poi in due, in tre… dando forza e coraggio al merito. Senza fretta, ma con costanza. Perché la somma di tutte queste forze dà vita al nostro supereroe, lo nutre e lo rende finalmente pronto a tornare alla luce del sole per riequilibrare questo mondo capovolto.

Che dite, proviamo ad iniziare a percepire qualche vocina? Tentiamo di ascoltarla? Proviamo anche a seguire i suoi consigli? Così anche noi avremo contribuito alla rinascita del merito, il nostro supereroe preferito. O almeno, il mio di sicuro. Nel dubbio comunque comincio subito ad ascoltare, non si sa mai.

Quiete mortale invoco, vedendo il Merito a mendicare e la vuota Nullità gaiamente agghindata.
William Shakespeare

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