Quei sottilissimi fili colorati che ci raccontano i nostri legami

Mi ha sempre affascinato moltissimo la parola legame. E spesso me la sono trovata tra i piedi, lo confesso! Al punto che ho deciso di farci un pensierino e di capirne qualcosa in più perché, se sta sempre in mezzo, qualche cosa vorrà pur dire!

Se si pensa all’etimologia non troviamo molte sorprese, il suo significato è molto semplice: viene dal lat. ligamen, der. di ligare «legare». Interessanti sono le sfumature che può assumere… Non è infatti semplicemente (si fa per dire!) un vincolo morale o sentimentale, è anche un’unione tra più cose (o persone) concatenate, che presentano un nesso logico. Ma il suo significato si estende anche altre cose: per la psicologia, ad esempio, indica un vincolo di dipendenza affettiva, mentre in chimica l’insieme delle forze che si stabiliscono tra atomi o gruppi di atomi.

Per la riflessione che mi appresto a fare, le definizioni che mi interessano di più sono sicuramente le prime due. Perché mi ricordano moltissimo la Leggenda del Filo Rosso del Destino, 運 命 の 赤 い 糸 Unmei no akai ito, una credenza orientale che ha origine in un’antica storia cinese poi diffusa anche in Giappone. La conoscete? Ne ho trovato un racconto dettagliato su Sakura Magazine, un sito che parla della variegata cultura orientale, con particolare cura e attenzione per quella giapponese.

Cito testualmente: “Secondo la tradizione, ogni persona porta, sin dalla nascita, un filo rosso legato al mignolo della mano sinistra che lo lega in modo indissolubile alla propria anima gemella. Il filo ha come caratteristica quello di essere lunghissimo, indistruttibile e invisibile e serve a tenere unite due persone destinate prima o poi ad incontrarsi e a stare insieme per sempre.

Può succedere che per la sua lunghezza, il filo possa aggrovigliarsi e quindi creare non poche difficoltà ai due innamorati prima che possano ricongiungersi l’uno all’altra ma è certo che qualsiasi sia l’ostacolo saranno sempre uniti e legati nel cuore e nell’anima”.

Non è una storia bellissima? Un po’ romantica e magica, se vogliamo, ma dove ci scorgo molto di noi e del nostro vissuto. Perché questo filo rosso sono più le volte che si aggroviglia di quelle che invece non lo fa, non trovate? E non è detto poi che questo filo, una volta ricongiunto, possa bastare. Quante relazioni (amorose intendo) finiscono pur conservando un legame che sembra non spezzarsi mai, neanche dopo mille peripezie? Ci sono milioni di storie simili, anche in letteratura, senza andare troppo lontano.

Pensiamo ad esempio a Cime tempestose, il romanzo cult di Emily Bronte. Ambientato nella brughiera inglese di inizio Ottocento, è la storia di Heathcliff, un giovane ragazzo rimasto orfano che viene preso in custodia da Mr. Earnshaw, ricco gentiluomo proprietario appunto di Cime tempestose, un antico maniero immerso nelle campagne inglesi. Tra Heathcliff e Catherine, figlia di Earnshow, si innesta fin da subito un tenero rapporto, una dolce relazione che inizia a mostrare segni di cedimento per via delle profonde differenze sociali tra i due. Catherine decide quindi di sposarsi con l’altolocato Edgar Linton mentre Heathcliff, tornato ricco da un viaggio in Inghilterra, decide di vendicarsi sposando la sorella minore del suo rivale amoroso, la giovane Isabel. Dopo aver dato alla luce la piccola Cathy ed aver confessato ad Heathcliff il proprio amore, Catherine muore e l’uomo, pervaso dal sentimento di vendetta, decide di impossessarsi di tutti i possedimenti della famiglia Earnshaw e della famiglia Linton; vi riesce e poco dopo muore, seppellito accanto a Catherine, l’unica persona che abbia veramente amato.

Ad un certo punto la protagonista fa una dichiarazione d’amore talmente forte da lasciare senza fiato (forse ai tempi di Platone possiamo dire di averne lette di simili ma non ci giurerei…): «Di qualunque cosa sono fatte le nostre anime, la sua e la mia sono uguali». Nelly è interdetta. Se ti sposi — la avverte — Heathcliff dovrai abbandonarlo. «Lui abbandonato!» esclama indignata Catherine. «Noi separati! E chi potrebbe mai separarci se è lecito? Non finché avrò vita… Per nessuna creatura mortale. Il mio pensiero più alto nella vita è lui. Se tutto il resto andasse distrutto, e rimanesse lui, io continuerei a esistere, e se rimanesse tutto il resto, e lui fosse spazzato via, per me l’universo si trasformerebbe in un grande estraneo. Linton è come il fogliame dei boschi che il tempo muterà, lo so bene, così come l’inverno muta gli alberi; il mio amore per Heathcliff somiglia ai massi eterni che stanno sotto».

Queste battute mi fanno pensare a quel filo rosso che collega le anime, un legame indissolubile oltre il tempo e lo spazio che ha a che fare con l’amore ma forse potremmo estenderlo anche all’amicizia o all’affetto. Vi è mai successo? E’ qualcosa che riconoscete? Questo senso di appartenenza, di comunione di spirito che va ben oltre il corpo e la mente è possibile oppure no?

C’è qualcosa di magico che unisce le persone, un riconoscersi al primo sguardo – ad esempio – ma anche quel senso di familiarità che rende l’altro come qualcuno conosciuto, anche se lo si incontra per la prima volta. Ma anche un “sentire” l’altro e un saperlo leggere ancor prima che parli o agisca, e questo può accadere anche se non lo si vede più da molto tempo. Perché qui il tempo non c’entra proprio nulla. E di fronte a queste sensazioni che, spero, in molti abbiano provato, non viene il dubbio che forse siamo davvero tutti collegati? Se invece di un solo filo rosso, accanto ce ne fossero altri di colori diversi? Quello rosso è dell’amore, ma intanto è uno solo per tutta la vita? Chissà… Mi immagino che il filo di colore viola sia quello dell’amicizia, il rosa quello dell’affetto, il nero dell’odio – perché sia chiaro, i legami esistono anche tra persone che non sono unite da qualcosa di positivo ma che comunque sono destinate ad incontrarsi -, ed ecco che tutti questi fili colorati si intrecciano in un arcobaleno di colori per noi invisibili ma ciascuno con il proprio ingarbugliato percorso da farci fare.

Quando incontrate qualcuno e sentite che c’è qualcuna di queste sensazioni, immaginatevi il vostro filo e il suo colore perché capire il legame vuol dire acquisire la consapevolezza di ciò che il futuro riserva e abbracciarlo senza esserne travolti. Che dite, proviamo?

Ho eseguito un gesto irreparabile, ho stabilito un legame.
(Jorge Luis Borges)

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